UNO SGUARDO AI BOX

I piloti sono le stelle, ma la MotoGP è uno sport di squadra; senza una squadra instancabile di meccanici appassionati al loro lavoro, le moto non si arriverebbero neanche a schierarsi sulla griglia di partenza. Ma che cosa accade realmente dietro le quinte?
L’Honda Gresini Team sponsorizzato da Castrol nelle stagioni 2006 e 2007 vantava due tra le giovani stelle più luminose del MotoGP: Marco Melandri e Toni Elias; in quell’anno collezionarono ben 6 vittorie. Ma un pilota vale specialmente per i mezzi che ha a sua disposizione e dietro questo duetto ci sono Honda, Castrol e la formidabile squadra di meccanici del team Gresini. Come è nata questa sinergia?

Quando il Team è in pista, i meccanici di Gresini sono al top della loro forma quando si muovono all’interno del loro campo ed un pit stop immacolato è il centro del loro mondo. Quest'alveare di attività ha più in comune con una sala operatoria che con un'officina di un centro città: gli attrezzi lucidati e le superfici di lavoro che stra-brillano dal pulito, con le sfavillanti luci alogene a nastro che illuminano da sopra le quattro RC212V fissate ai banchi di lavoro.

Con una superificie di circa 90 metri quadrati, il box medio di un team di MotoGP ospita quattro moto (una prima ed una seconda moto per ogni pilota); due file di computer; fino a 10 meccanici ed una quantità di pezzi di ricambio, lubrificanti, pneumatici e attrezzi sufficiente per la durata di un intero fine settimana di corse.

Ciò consente ai meccanici di svolgere una serie di incarichi diversi: dai cambi olio e liquido per freni, alla revisione di forcelle e alla sostituzione dei motori. Nell'ultimo test pre-stagionale del 2007 a Jerez tutte e quattro le moto sono state interamente smontate e ricostruite prima ancora di toccare l'asfalto, tutto all'interno del box.

L'organizzazione è fondamentale

L'organizzazione di ogni cosa è quindi essenziale, dato che i meccanici devono poter tenere tutto sotto controllo facilmente, anche durante le fasi concitate della gara.

"La cosa più importante di un box di MotoGP è di certo la moto," spiega l'ingegnere di Melandri, Antonio Jimenez in un intervista rilasciata nel 2007. "Tutto deve essere pulito e perfettamente ordinato. La moto deve essere perfetta, e per far sì che ciò avvenga, anche il box deve essere perfetto."

"Il pilota deve poter uscire in pista con la fiducia completa nella sua moto e questa certezza può essergli data solo dai meccanici e dal box. Le prestazioni e la sicurezza della moto devono essere garantite, e tutto ciò ha inizio dall’impostazione delle condizioni di lavoro dei meccanici ".

Gli attrezzi sono gli strumenti chirurgici dei meccanici: sono della migliore qualità e vengono tenuti in condizioni immacolate. I ragazzi del box di Gresini sanno immediatamente dove mettere le mani quando hanno bisogno di un qualsiasi attrezzo immaginabile che si trovi nel box: da un cacciavite di due millimetri a un martello di due chili. C'è anche una serie di attrezzi che sarebbero assolutamente sconosciuti a chiunque altro al di fuori della squadra: sono usati per lavorare su parti costruite su misura, come il cambio o il filtro dell'olio.

Sempre uguale

Oltre agli attrezzi, le numerose serie di pneumatici da bagnato e da asciutto, le apparecchiature elettroniche ed i litri di lubrificanti Castrol devono essere spediti su 18 campi di gara (nel 2007 da Donington a Doha). Per permettere ai meccanici di concentrarsi sempre sulle moto, il garage deve essere identico, ovunque ci si trovi nel mondo.

"La disposizione è sempre la stessa," raccontava Jimenez. "Abbiamo un lato per Marco, un lato per Toni e sempre la moto numero uno è la più vicina alla parte frontale del box, mentre la numero due resta dietro. I banchi di lavoro su ogni lato hanno al di sotto i vassoi degli attrezzi, che sono sempre disposti nello stesso modo; per esempio, abbiamo sempre le chiavi ordinate per misura nello stesso vassoio, le chiavi dinamometriche in un altro, ecc."

C'è una regola tacita che impone che nulla sia lasciato fuori quando non viene usato; non vedrete mai nulla lasciato sul pavimento e quando i meccanici di Gresini lavorano, un vassoio ripulito dall'olio fa da cassetta aggiuntiva e temporanea degli attrezzi.

Metà e metà

Con le moto ed i meccanici di Melandri su di un lato e quelli di Elias sull'altro, su tutte le 4 moto si può lavorare simultaneamente e ciò significa anche che ogni meccanico può lavorare su qualunque moto, con tutti gli attrezzi di cui ha bisogno immediatamente a portata di mano. Nella parte terminale dei banchi di lavoro che circondano interamente il box, ci sono 2 compressori d'aria completi di misuratori a lettura digitale, che permettono ai tecnici delle gomme di gonfiare gli pneumatici con precisione assoluta.

Dietro l'area di lavoro principale, su ogni lato, c'è un'area riservata ai computer, dove gli ingegneri di Gresini - ogni volta che scendono in pista - possono scaricare l’incredibile quantità di 150 dati diversi per moto. Questa telemetria, combinata con le impressioni di guida dei piloti, dà allo staff del box un'immagine completa delle prestazioni della moto, permettendogli di agire con regolazioni minuziose ed ottenere il perfetto set-up.

Parola d'ordine: pulizia

Ciò che colpisce di più osservando il box di Gresini è il fatto che anche quando c'è un brusio di attività intorno alle 4 moto, tutto è sempre immacolato; questa pulizia è essenziale come la buona organizzazione. Qualunque tipo di sporco nei motori, nei freni o nelle forcelle potrebbe infatti compromettere la sicurezza e le prestazioni. Tutto il box è immacolato: e non ci sono molti meccanici che riuscirebbero a sgarrare, dato che indossano camicie bianche...

"Un garage pulito è la dimostrazione che un meccanico lavora nel modo giusto," diceva nell’intervista Jimenez. "Per vincere la gara o anche solo per presentarsi sulla griglia di partenza, il pilota deve ricevere un grande aiuto alle sue spalle sia per preparare la moto che per dargli la fiducia che quella è la migliore moto su cui può contare."

"Le persone che lavorano in questo box lavorano per passione, e per permettere loro di rendere il massimo e di essere soddisfatti del loro lavoro, il box deve essere sempre perfetto".

Un garage perfetto è un buon passo verso una squadra perfetta: senza un'attenzione così meticolosa per i dettagli, Melandri ed Elias non avrebbero avuto troppe probabilità di salire sul gradino più alto del podio, le volte che questo è avvenuto.